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Pmi, il Parlamento Ue vuole dimezzare i termini dei pagamenti da 60 a 30 giorni

25/01/2019

Mal comune, mezzo gaudio: in tutta Europa 6 imprese su 10 sono pagate in ritardo rispetto a quanto stabilito nel contratto. Non c'è solo l'Italia, insomma, nell'elenco dei paesi con il maggior tasso di ritardati pagamenti. Per questo motivo il Parlamento europeo ha approvato, con 570 voti favorevoli, 23 contrari e 26 astensioni, una risoluzione non legislativa sulla lotta ai ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali.
Con questa risoluzione si chiede che l'Unione europea definisca delle misure per aiutare le migliaia di pmi e start-up che falliscono ogni anno in attesa del pagamento di crediti dovuti anche dalle autorità pubbliche. La proposta adottata punta a sollecitare un maggiore sforzo per pagare le fatture entro i 30 giorni (oggi la direttiva Ue prevede 60 giorni) una maggiore trasparenza sul comportamento delle amministrazioni pubbliche in materia di ritardo nei pagamenti, l'introduzione di una 'lista dei migliori' per promuovere le imprese che si comportano correttamente.
I deputati hanno sottolineato l'importanza di controlli più rigorosi sui termini di pagamento e di forme obbligatorie di compensazione adeguata per le imprese in attesa delle somme dovute da parte delle autorità pubbliche, in modo che non siano costrette a fallire. Per proteggere le pmi che vantano crediti verso le amministrazioni pubbliche, il Parlamento europeo chiede che i loro debiti fiscali siano calcolati come compensazione per i crediti non ricevuti e che si creino dei fondi di garanzia per garantire i loro debiti bancari.
Inoltre gli eurodeputati esortano le autorità degli Stati membri a considerare la possibilità di finanziare dei difensori civici indipendenti incaricati di indagare sui ritardi di pagamento e istituire servizi di mediazione gratuiti e riservati, in alternativa ai procedimenti giudiziari. Infine incoraggia gli Stati membri a prendere in considerazione l'istituzione di sistemi obbligatori di informazione sulle buone pratiche di e a promuovere una cultura del pagamento rapido nelle relazioni commerciali.
 
Fonte: Italia Oggi